Pirrera Sant'Antonio

SP-30 - Melilli
Punteggio
Minuti

Altre info

  • Telefono: --
  • Email: associazionerigeneramelilli@gmail.com
  • Prezzo ingresso: Gratuito

La Pirrera Sant'Antonio

Segnata da un'insolita bellezza artificiale, scavata nei calcari della Formazione dei Monti Climiti, offre ai visitatori uno spettacolo suggestivo per via del gioco delle proporzioni. Enormi piloni a base quadrata di 5 metri di lato e alti fino a un’altezza massima di 26 metri, disegnano corridoi ampi che si inoltrano nel cuore dei monti Iblei, estendendosi per circa 2,5 kilometri quadrati.

Storia

I suoi segni ci raccontano la storia di 500 anni di vita economica e sociale di Melilli e ci svelano le tecniche estrattive e le capacità costruttive. Per anni i "pirriaturi" hanno estratto dalla cava la "pietra bianca" adatta per la realizzazione di opere scultoree e architettoniche. Si tratta di un minerale scientificamente classificato come “pietra da taglio bianca calcare del Miocene medio degli Iblei”, compatto, omogeneo, uniforme e relativamente forte. Questa pietra, staccata dalle gigantesche pareti a colpi di piccone e cunei di legno (tecnica dei coloni greci) dai "cavatori", con l'ausilio di torce a fuoco per l’illuminazione, veniva raccolta in blocchi che poi squadrati a taglio nelle sei facciate da "intagliatori". Questi raggiungevano, per mezzo di "carramatti" trainati da cavalli, la stazione ferroviaria Melilli-Priolo, per essere esportati a Catania, Messina e presumibilmente verso mete più lontane, dove abili “scalpellini” li lavoravano. Docile allo scalpello ma compatta, omogenea e relativamente forte, la pietra estratta dalla cava Pirrera era cosi apprezzata da essere esportata in molti luoghi; infatti, è possibile riscontrare la sua presenza a Messina, Genova, Catania e Siracusa. Dopo la seconda guerra mondiale, la Pirrera divenne base militare degli inglesi e questo fu un fattore decisivo per la chiusura anche se l'attività estrattiva era già compromessa. La cava fu chiusa definitivamente nel 1962 per svariati motivi; in particolare il mancato consolidamento dei pilastri della zona e l’avvento dei primi siti industriali, con la conseguenza che la manodopera si spostò in massa verso il petrolchimico nascente. In seguito a ciò la "Pirrera Sant'Antonio" divenne un bene trascurato e abbandonato a sé stesso fino a quando l'ente che cura il Museo di Storia Naturale di Melilli non l'ha rivalutata rendendola accessibile ai turisti e a quanti volessero visitarla.


Informazioni generali

Cava artificiale per l'estrazione di pietra calcarea utilizzata per realizzazione di opere architettoniche e scultoree. Il processo di estrazione iniziò nel 1600 per ricostruire la cittadina di Melilli in seguito a un terribile terremoto che la distrusse. La cava si estende orizzontalmente per circa 2,5 km quadrati sotto terra.


Lo sapevi che?

Anche i bambini lavoravano alla Pirrera. Il loro compito era quello di portare all'esterno il materiale di risulta, di andare a prendere il cibo per i "pirriatori" nelle loro case e di cambiare i manici dei picconi quando si spezzavano durante il duro lavoro.


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