Grotta Mastro Pietro

37°10'29.79"N, 15° 8'12.63"E - Melilli
Punteggio
Minuti

Altre info

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La grotta Mastro Pietro

Si tratta di una cavità di origine carsica che si apre alla periferia sud di Melilli, nascosta dalla fitta vegetazione di notevole interesse paesaggistico e che si espande come un vero e proprio “giardino botanico”. Essa si trova alla base di una parete rocciosa alta circa 80 m che ha avuto origine oltre 200.000 mila anni fa.

Storia

Al suo interno sono evidenti gli insediamenti antropici risalenti all’Età del Bronzo testimoniati dal ritrovamento di resti di tombe monumentali. Nel 1795 Mastro Pietro Marchese, da cui prende il nome la cavità, ne riscoprì l’ingresso e da allora la grotta fu utilizzata fino ai primi decenni dell’Ottocento come cava per l’estrazione di stalattiti e stalagmiti. Ne è un esempio l’altare della Cappella del SS. Sacramento della Chiesa Madre, rivestita completamente di concrezioni. La grotta è costituita da tre principali ambienti che si sviluppano orizzontalmente per 192 m: un ingresso principale largo circa 1,5 m immette nella prima sala dove sono evidenti i segni delle picconate inferte dai cavatori. Successivamente, attraverso due strettoie parallele, si accede ad un secondo e più ampio salone in cui il continuo calpestio dei suoi precedenti visitatori ha tracciato un comodo sentiero. Qui si possono ancora osservare delle piccole e luccicanti concrezioni, salvatesi dai cavatori perché troppo deboli e sottili. In questo salone è visibile la grande stalagmite che è stata in parte utilizzata per la realizzazione dell’altare e le suggestive cascate di calcite che ornano le pareti luccicanti. Numerose sono le leggende raccontate su “A Rutta di MastruPetru”, prima tra tutte quella della scomparsa di una scolaresca insieme al proprio insegnante. Si pensava infatti che essa arrivasse fino a Sortino perdendosi in cunicoli labirintici e tortuosi. O ancora celebre è la leggenda di esseri chiamati "Lupinari", i quali abitavano la grotta e si nutrivano di bambini. Tutte queste leggende possono trovare spiegazione nel tentativo di voler tenere lontani i bambini dalla grotta per evitare pericoli.


Informazioni generali

Cavità naturale caratterizzata da fenomeni carsici (l'attività chimica esercitata dall'acqua, soprattutto su rocce calcaree)


Lo sapevi che?

Nel 1821 la signora Mariannina Rizzo Neglia, proprietaria dell’area della grotta, denunciò al Comune i numerosi cavatori, ma il Comune deliberò respingendo la richiesta e consentendone l’accesso a tutti e l’estrazione delle concrezioni.


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