Chiesa Madre S. Nicolò Vescovo

Piazza Duomo - Melilli
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La Chiesa Madre "U chianu ra Matrici"

o Chiesa di San Nicolò vescovo,venne eretta in un piccolo terrazzo del feudo Mezzamontagna. Essa è posta al centro di Melilli, e d’innanzi si trova piazza Duomo, nota come “U chianura Matrici”, dal quale si può godere di una stupenda vista panoramica sul Mar Jonio.

Storia

Costruita con la roccia calcarea delle cave melillesi, è dedicata a San Nicola vescovo di Mira, patrono della città fino al 1697, ed è ritenuta la più antica chiesa del paese (si hanno notizie certe a partire dal 1308-1310). La chiesa fu danneggiata la prima volta dal terremoto del 10 dicembre 1542, e successivamente dal terremoto del 1693. I lavori di ricostruzione iniziarono nel settembre dello stesso anno e furono affidati al maestro capo fabbrica Michele Trigilio dall’architetto catanese Girolamo Palazzotto. La costruzione della chiesa fu completata nel 1760 per essere poi consacrata nel 1763. La pianta è a perfetta croce latina e la facciata ci permette di leggere l’impianto planimetrico interno della basilica, che si presenta a tre navate terminanti con tre absidi e un transetto. Lo schema costruttivo è tipico della basilica cristiana, di cui si ripropone la semplicità compositiva, la linearità e la solidità, in contrapposizione con lo stile sfarzoso e scenografico delle chiese barocche che caratterizzano l’architettura religiosa melillese, edificate dopo il terremoto del 1693. La gradinata posta innanzi alle porte principali fu realizzata in pietra vulcanica. Sugli architravi dei tre portali della facciata principale vi sono scolpiti in pietra di bianco calcare alcuni simboli legati alla storia della chiesa e di Melilli. Sull’architrave della porta di sinistra, sono scolpiti la mitra vescovile e il bastone pastorale, simboli di San Nicola Vescovo, su quello della porta centrale è scolpito uno scudo, dove sono raffigurati, sormontati da una corona, due leoni rampanti e otto bisanti, stemma attribuibile alla famiglia dei Moncada (baroni di Melilli). Sull’architrave della porta laterale destra sono infine scolpiti due simboli legati ai miracoli del santo: tre sacchetti che richiamano la carità offerta a tre ragazze orfane di madre ed un cesto con pane che ricorda la città di Mira salvata dalla carestia. Entrando in chiesa lo spazio risulta direzionato lungo l’asse verticale: infatti l’attenzione visiva dell’osservatore viene così guidata all’altare e innalzata verso l’alto. La luce che filtra all’interno illumina soprattutto lo spazio centrale e lascia in una progressiva penombra le zone laterali. A colpire il visitatore è la grandiosa opera del soffitto: “Il Trionfo della Fede”, realizzata nel 1760 da Olivio Sozzi. Nell’abside,l’imponente pala d’altare “La gloria di San Nicola” sovrasta l’altare maggiore in marmo.

Palazzo Municipale Melilli

Nel periodo in cui il suddetto quadro ovale era in restauro, fu sostituito dal gruppo statuario di San Nicola con tre bambini dentro un barile, ora collocato nella cappella della navata di destra. Il gruppo è noto con il nome di “San Nicola e i picciriddi salati”, poiché rievoca uno dei leggendari miracoli del santo di Mira: un oste criminale aveva ucciso e sezionato, per poi immergerli in salamoia, tre fanciulli del coro che la sera prima erano entrati nella locanda, ma Nicola li aveva fatti risorgere riuscendo addirittura a convertire l’oste. Le navate custodiscono opere pittoriche e scultoree di artisti tra i maggiori del Settecento siciliano. Nella chiesa ammiriamo due cappelle: quella del SS. Sacramento, caratterizzata dalla presenza di un magnifico altare ricavato dalle stalattiti estratte dalla grotta di Mastro Pietro, e l’altra dedicata alla Madonna di Lourdes, che possiede una nicchia in pietra pomice. Completano l’arredo i lampadari in ferro battuto, ad opera del maestro Alfio Fichera, e le artistiche vetrate istoriate, nonché un pregevole pulpito ligneo.

La Chiesa Madre custodisce la grandiosa “Tela di Passione”(22 mt x 7 mt), realizzata dal siracusano Michelangelo Politi e recentemente restaurata: su di essa è rappresentata la deposizione di Cristo dalla croce. Viene dispiegata sull’altare maggiore per tutto il periodo quaresimale. Durante le festività natalizie è possibile visitare: la mostra dei “Presepi da tutto il Mondo” presso i locali della chiesa e il caratteristico “Presepe Monumentale” nell’adiacente collegio di Maria. Inoltre il 19 marzo, in occasione della festa di San Giuseppe, i fedeli si riuniscono per consumare la tipica “minestra di San Giuseppe” e organizzano un’asta di beneficenza.


Lo sapevi che?

Dai recenti lavori di restauro è stato scoperto che Olivio Sozzi ha fissato la sua tela al soffitto tramite spine di rosa. Diversamente dai chiodi, infatti, esse non arrugginiscono ma svolgono la stessa funzione e hanno anche un simile aspetto.


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